Roma, 187 a.C. Marco Porcio Catone, detto "il Censore", chiede ai due fratelli Publio Cornelio Scipione, detto anche "l'Africano", e Lucio Cornelio Scipione, detto "l'Asiatico", di rendere conto della sparizione di 500 talenti durante la loro campagna in Oriente. Scipione l'Africano, che si sente un eroe di guerra al di sopra di ogni sospetto, è indignato per questa richiesta, e, a differenza del più remissivo fratello, si presta con una certa stizza a farsi processare.

Scipione l'Africano
Scipione l'Asiatico
Giove Capitolino
Massinissa
Emilia
Catone il Censore
Aulio Gellio
Tiberio Sempronio Gracco
A senator
Licia
console Marcello
senatore Quinto