Luna Verde racconta l’incontro notturno tra Marco, ragazzo dal fascino androgino, disinvolto, fioraio di giorno e performer queer di notte, e Pietro, un ammiratore invisibile, tormentato della propria vergogna. Il film rielabora liberamente “La Cecchina” (inscenata da N. Piccinni), spostando l’atto di riconoscimento finale da un piano esterno ad uno più intimo, a sottolineare che il conflitto non esiste tanto nel quartiere popolare di San Pio dove la storia è ambientata, quanto nella psiche di uno dei due protagonisti.